Febbre, raffreddore, tosse, dolori muscolari e articolari. Anche quest’anno l’influenza metterà a letto tra i 3,5 e i 5 milioni di italiani. Si prevede che i virus stagionali saranno simili a quelli che hanno circolato negli scorsi anni, ma l’entità del contagio dipenderà anche dalla rigidità dell’inverno. In ogni caso chiunque voglia evitare 5 giorni a letto potrà, da metà novembre a metà dicembre, ricorrere al vaccino, particolarmente consigliato per gli anziani e persone di tutte le età (inclusi i bambini), con malattie croniche.
1. Che cos’è l’influenza e quali i sintomi?
È una malattia respiratoria provocata da virus influenzali che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). Non va confusa però con le molteplici infezioni virali o batteriche che si manifestano durante l’inverno con sintomi molto simili a quelli dell’influenza: febbre, raffreddore, lievi gastroenteriti e diarrea. In Italia, infatti, da ottobre a marzo la circolazione dei virus influenzali è al massimo. L’unico modo per distinguerle con certezza è fare delle appropriate analisi di laboratorio.
2. Come si trasmette?
Il contagio avviene per via aerea, attraverso le goccioline di saliva che si emettono parlando, starnutendo e tossendo. Il periodo di contagiosità comincia 2-3 giorni prima che si manifestino i primi sintomi e la malattia si prolunga per un settimana. Dopo l’incubazione, che dura da 1 a 4 giorni, la temperatura si alza, spesso oltre i 38, e si manifestano spossatezza e dolori muscolari. Il virus dell’influenza resiste soprattutto in situazioni di bassa temperatura ed umidità, e in luoghi affollati.
3. Quali sono i ceppi influenzali previsti per quest’anno?
Il virus del 2008 è composto dal ceppo A/H1N1 proveniente dalle isole Salomone e dai due virus americani Wisconsin (che già circolavano lo scorso anno). Ma per avere la certezza di quali siano i ceppi virali bisognerà attendere la fine del periodo influenzale. I virus influenzali, infatti, vanno incontro a frequenti e permanenti cambiamenti della loro struttura, determinando così la comparsa di nuovi ceppi responsabili delle epidemie influenzali annuali.
4. Come si cura e come si previene?
Si può adottare una terapia sintomatica: gli antipiretici abbassano la febbre, gli analgesici agiscono sul senso di spossatezza, sui dolori articolari e muscolari, mentre gli antinfiammatori decongestionano le vie respiratorie. Se l’influenza però è particolarmente forte e presenta complicazioni è necessaria una terapia specifica sotto il controllo del medico. Per quelle che sono considerate categorie a rischio (gli ultrasessantacinquenni e tutti i portatori di malattie croniche delle vie respiratorie) è consigliato il vaccino.
5. Quando usare gli antibiotici?
Sono utili soltanto contro le infezioni batteriche e non contro quelle virali. Per cui gli antibiotici non hanno alcun effetto contro l’influenza. Tuttavia possono servire a curare eventuali complicazioni batteriche derivate dall’influenza, ma deve essere il medico a stabilire la cura.
6. È utile il vaccino?
La vaccinazione antinfluenzale è il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. La composizione può variare di anno in anno, a seconda delle caratteristiche dei ceppi di virus influenzali circolanti. Negli adulti sani hanno un’efficacia che oscilla dal 70 al 90%, e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, riducono la mortalità legata all’influenza del 70-80%. Anche se vaccino non è efficace riduce comunque il rischio di eventuali complicazioni.
7. Quando e dove vaccinarsi?
Si consiglia di praticare la vaccinazione nel periodo che va dagli inizi di novembre a metà dicembre. Per avere una copertura ottimale, infatti, è necessario attendere 10 – 15 giorni: chi anticipa il vaccino rischia di rimanere scoperto proprio nella fase finale della stagione influenzale, viceversa chi lo fa troppo tardi può non essere protetto nel periodo di massima attività del virus. É possibile vaccinarsi presso le Aziende Sanitarie Locali (ASL), dai Medici di base e dai Pediatri di scelta, convenzionati con Regioni o ed ASL. Il vaccino è gratuito per le categorie a rischio (anziani e portatori di malattie croniche delle vie respiratorie), mentre per tutti gli altri il costo è di circa dieci euro. Deve astenersi dalla vaccinazione chi ha presentato gravi reazioni allergiche all’uovo mentre deve rinviarla chi ha in corso una malattia acuta.
8. Bisogna vaccinare i bambini?
Un bambino in buone condizioni di salute non ha bisogno del vaccino antinfluenzale, anche se questo può essere utile come mezzo di prevenzione collettiva, in quanto interrompe la catena di trasmissione.
9. È sicuro il vaccino antinfluenzale in gravidanza?
Il Ministero della Salute non sconsiglia la vaccinazione durante la gravidanza. In assenza di condizioni mediche che rendano obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale, questa andrebbe effettuata all’inizio del terzo trimestre di gravidanza, dopo valutazione del rapporto rischio beneficio da parte del medico.
10. Si può allattare con l’influenza?
Il virus influenzale è diffuso in tutto l’organismo e quindi anche nel latte, che però contiene anche gli anticorpi. La trasmissione dell’infezione, tuttavia, avviene soprattutto per via “aerea”, quindi, per evitare di contagiare il bambino si può allattare mettendo, per esempio, una mascherina sulla bocca e lavarsi le mani prima di allattare.
Consulenza scientifica: Dr. Marta Ciofi degli Atti, reparto Epidemiologia Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità
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