L’angolo letterario

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Ancora un attimo

 

Ancora un attimo e quella che chiamammo vita,

sarà vento, ricordo, pianto.

Siamo qui con le mani protese a domandar ragione

dei nostri sogni spezzati, del nostro futuro infranto.

Non possono farci scudo queste mani,

non bastano a preservare il nostro domani.

Non servono i perché mugolati a chi non capirà,

chi urla ordini in lingua ostile non li ascolterà.

Il tempo è fermo come il sangue nelle nostre vene,

segnata è la nostra sorte.

E’ come se trattenessero mille catene

i nostri corpi paralizzati dall’appressarsi della morte.

Addio, addio a chi incrociò la nostra con la sua esistenza,

addio a chi verserà lacrime straziate per la nostra cruenta partenza.

E’ finita!

Questa vita, ci passa davanti in meno di un secondo,

è finita, non saremo più del mondo.

Ancora un attimo e cadremo ammazzati,

qualcuno porterà un fiore sui nostri corpi straziati.  

Ai caduti del 12 settembre 1943 – Barletta

Francesco Prascina

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