Tramonta il mito dei due pasti , e’ l’era degli snack

Roma, 5 dic. (Apcom) – Addio ai pasti unici. Per restare in salute e in forma la ricetta è 4-5 spuntini, leggeri e sani, al giorno. Solo in questo modo si potrà ’schivare’ il rischio obesità che in Italia è ormai oltre la soglia di allarme, visto che un uomo su due è obeso e così pure una donna e un bambino su tre. Lo sostiene Giorgio Calabrese membro del consiglio direttivo dell’European Food Safety Authority e vice presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

Oggi, infatti, il ministero della Salute ha lanciato l’allarme: l’obesità è un epidemia, in aumento in tutti i Paesi occidentali incluso l’Italia, dove provoca 52.000 decessi all’anno. Un maschio italiano adulto su due è in sovrappeso e una donna adulta su tre è in sovrappeso. Tra i bambini uno su tre. Ma per combattere il rischio dei chili di troppo, la ricetta del professore Giorgio Calabrese ribalta il vecchio credo del pranzo e cena e in mezzo niente, perchè ci si rovina l’appetito, e consiglia: “Uno spuntino dopo la colazione, e uno tra il pranzo e la cena, ma che siano sani, ovvero frutta o yogurt magro ad esempio”. Secondo l’esperto infatti il problema più che la quantità è l’equilibrio: lo snack non è causa di disordine alimentare, anzi, se è sano attenua il senso di fame, evitando di arrivare al colmo dell’ingordigia alla tavola, e livella la quantità di insulina, responsabile dell’accumulo di grasso nell’organismo.

Il patto, naturalmente è che si evitino troppi prodotti da forno e le merendine confezionate, facili a scartarsi e mangiarsi in un boccone ma deleterie per la quantità di grassi contenuta e perché proprio grazie alla rapidità e facilità, tipica di ogni cibo fast food, si fa presto ad eccederne e a lasciarsi andare all’effetto ciliegia, una tira l’altra. Pericolosi i tramezzini troppo farciti e i paninoni imbottiti con i tripudi di salse varie, e in genere, anche durante i pasti, occorre stare attenti anche alla classica matriciana o carbonara, e ai cibi troppo ricchi. Altri nemici, l’acol e le bibite gassate, se non ci si accontenta di una bottiglietta o di un solo bicchiere. E in tempo di feste e brindisi è ancora più importante sapersi regolare.

Il professore ricorda anche che Natale e Capodanno non valgono tutti i giorni ma ’semel in anno’. Si tratta, infatti, solo due giorni su 365 e bisogna essere consapevoli che le feste di preparazione, o i ripetuti scambi di doni con buffet trasformano l’eccezione, consentita, in bagordi pericolosi per linea e salute.

Ma se proprio non ci si può sottrarre ai troppi brindisi, l’esperto consiglia: carote alla julienne condite con olio e limone e pinzimoni di verdure per gli happy Hour al posto di olive, patatine e noccioline; pranzi frugali in previsione di cene da baccanti e in barba al bon ton ma in ossequio alle regole biochimiche, mangiare un po’ di frutta prima del panettone eo del dolce natalizio. L’attenzione ai bambini, in tempo di festa, va moltiplicata e soprattutto non bisogna lasciare in giro troppi panettoni o pandori farciti a portata di mano. Per i più piccoli, infatti, al cibo ricco si aggiunge la voracità: e masticare velocemente peggiora le cose.

E i brindisi? Una flute tintinnante di spumante, soprattutto italiano, o di moscato fa solo allegria, ma se i cin cin sono troppi allora è meglio con nonchalance sostituire lo spumante con l’acqua e, con il sorriso, continuare a brindare, come in un film di Natale. Ne guadagneranno la salute e la silhouette.

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