Con il nuovo anno cadranno, o quanto meno si «sgretoleranno » le frontiere nazionali per quanto riguarda i pagamenti bancari. A partire dal 1°Gennaio 2008 infatti l’Iban – acronimo inglese per International bank account number – sostituirà progressivamente le tradizionali coordinate bancarie fin qui usate per operare sul proprio conto bancario, ovvero i codici Abi, Cab e numero di Cc. Il nuovo codice – peraltro già in vigore dal 2000 per i pagamenti internazionali – è composto, in Italia, da 27 caratteri di numeri e lettere che identificano, in maniera standard, il Paese in cui è tenuto il conto, alcuni caratteri di controllo, la banca, lo sportello e il conto corrente di ciascun cliente. Un esercizio di memoria in più quindi ma niente paura: come avranno già notato i clienti più attenti, il codice è stampato su ogni estratto conto in alto a destra.
Molti avranno già ricevuto a casa una lettera che spiega l’«allineamento elettronico dei codici Iban». In pratica i soggetti autorizzati ad operare versamenti e/o addebiti sul vostro conto –come il datore di lavoro per lo stipendio o la società elettrica per la bolletta – dovranno richiedere elettronicamente l’aggiornamento delle coordinate bancarie dei beneficiari dei propri pagamenti/prelievi in caso di addebito automatico sul conto corrente. Si tratta di una procedura tutta interna alla banca nella quale il cliente privato non è chiamato a partecipare. Unica avvertenza: il trasferimeto di tali informazioni non richiede il consenso da parte dell’intestatario del conto (il quale se per uno spiccato senso di riservatezza lo rifiuta, rischia però di compromettere l’operazione di addebito/accredito).
Al correntista privato in sostanza non viene chiesto nessun obbligo aggiuntivo – tranne un esercizio aggiuntivo di memoria – e può comunque richiedere un elenco dettagliato di chi ha richiesto l’aggiornamento delle proprie coordinate bancarie. Ma la pazienza sarà premiata: pagare l’affitto della casa del figlio che studia a Londra sarà semplice – ed economico – come fare un versamento per la bolletta del telefono di casa; e se a fornirci luce e gas è un’azienda estera pagarla direttamente in patria sarà semplice come se fosse italiana, senza più i costi e i tempi di un bonifico internazionale.
FONTE: http://www.ilsole24ore.com/
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