Ivan Ruggeri, il presidente dell’Atalanta, è in pericolo di vita. Da ieri pomeriggio il patron nerazzurro è ricoverato agli Ospedali Riuniti di Bergamo, dove i medici gli hanno diagnosticato una grave emorragia cerebrale. In serata, dopo una giornata drammatica in cui voci incontrollate si sono rincorse, il direttore sanitario Marco Salmoiraghi ha detto che Ruggeri è in prognosi riservata. I medici non si sbilanciano: prima bisognerà aspettare che le condizioni del paziente si stabilizzino. Salmoiraghi ha comunque smentito che il presidente sia stato sottoposto a intervento chirurgico, come inizialmente si era appreso. Il presidente atalantino ha accusato un malore stamattina, mentre si stava sottoponendo a degli accertamenti medici al Policlinico di Zingonia, dove si era recato in seguito al persistente mal di testa che lo infastidiva da due giorni. Una volta terminati gli esami, Ruggeri ha accusato un malore e ha perso conoscenza. Subito soccorso dai medici, le sue condizioni sono apparse immediatamente molto gravi. Da Zingonia, verso le sedici, è stato trasferito nel reparto di rianimazione di largo Barozzi. Fuori, i familiari hanno aspettato il responso dei medici confortati anche dalla presenza dei giocatori Doni e Bernardini, accorsi al capezzale del presidente. Ivan Ruggeri è nato a Telgate (Bg) il 14 ottobre 1944. Industriale nel campo del recupero dei materiali plastici, è presidente dell’Atalanta dal 1994, ma nel club nerazzurro entrò nel 1977, acquistando il 19% delle azioni. Oltre al calcio, l’altra sua grande passione è il ciclismo, che frequentò da professionista cogliendo anche il quarto posto al giro delle Asturie, in Spagna. Nel 1965 diede l’addio alla bicicletta per dedicarsi al lavoro e al mondo del pallone. Da presidente atalantino ha saputo regalare stabilità alla società, lanciando anche diversi campioni del calibro di Bobo Vieri e Filippo Inzaghi. A novembre, dopo gli incidenti che portarono alla sospensione di Atalanta-Milan, fu protagonista di una dura presa di posizione nei confronti degli ultras nerazzurri, annunciando l’intenzione di chiudere la Curva Nord ai violenti. Decisione poi anticipata dall’Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive, che ha squalificato il settore caldo del tifo fino al 31 marzo. Il rapporto con i tifosi è sempre stato conflittuale, scandito da ripetute contestazioni. L’ultimo contrasto domenica scorsa contro la Roma, quando gli ultras, riaccolti in curva Sud, avevano diffuso un volantino per sottolineare la "definitiva rottura" con il presidente.
PS. FORZA IVAN! NON MOLLARE!!! BERGAMO E’ CON TE!
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