Lui è l’organizzatore delle proteste no global, il teorico del diritto alla casa «senza se e senza ma», il paladino delle occupazioni abusive. Beppe Caccia è il volto istituzionale dei centri sociali, capogruppo dei Verdi nel consiglio comunale di Venezia, ex assessore alle politiche sociali, braccio destro di Gianfranco Bettin e «alter ego» lagunare del padovano Luca Casarini. Con i «disobbedienti» ha occupato stabili, supermercati e perfino il cantiere per la costruzione del Mose (le dighe mobili contro l’acqua alta in laguna): un’azione che gli è costata una denuncia, un’inchiesta, un avviso di garanzia e un rinvio a giudizio assieme a Casarini e altri 20 no-global, con le accuse di sabotaggio, manifestazione non autorizzata e occupazione abusiva di edificio. Il processo si aprirà a metà maggio.È evidente che un signore così, che teorizza e attua le occupazioni abusive per insediarci i centri sociali, considera la proprietà privata (e quella immobiliare in particolare), esattamente come la definiva Carlo Marx: una istituzione borghese, il «prodotto necessario del lavoro alienato» che la rivoluzione proletaria deve spazzare via. Insomma, una volgarità da cui stare alla larga. Invece no. L’occupante Beppe Caccia è un collezionista di beni immobili. Anzi, un signor collezionista, di case e di terreni. Al disobbediente sotto processo ne sono intestati 30, un autentico tesoretto patrimoniale. È tutto nero su bianco nelle dichiarazioni dei redditi 2006 appena pubblicate dal Comune di Venezia.L’imponibile di Caccia non è molto elevato: 24.728 euro, meno di duemila euro il mese, frutto del lavoro di ricercatore universitario all’università di Torino, la materia è Storia del pensiero politico. «Sono un borsista, un precario», dice. Poca cosa di fronte ai 344.861 euro dell’ex ministro Tiziano Treu e ai 284.852 del sindaco Massimo Cacciari.È invece nelle proprietà immobiliari che il leader antagonista primeggia alle spalle del parlamentare forzista Cesare Campa. Caccia possiede sette terreni in provincia di Alessandria, due appartamenti a Venezia (uno dei quali è la sua prima casa), due immobili al 50 per cento in provincia di Brescia, due alloggi sempre al 50 per cento in provincia di Genova, un altro alloggio in comproprietà in provincia di Sondrio e altre sedici case in provincia di Alessandria. Totale 30 proprietà, la maggior parte per metà.
Postato in: notizie | Messo il tag: beppe caccia, case di proprieta', centri sociali, no global










