Umberto Veronesi: “E’ necessario convincere le giovani donne a vaccinarsi”
Solo una donna italiana su due effettua visite regolari dal ginecologo e appena quattro su dieci eseguono il pap test. Di vaccino contro il tumore della cervice uterina ne è a conoscenza solo una su tre eppure le donne, se informate, si dichiarano aperte alla vaccinazione, soprattutto quando pensano alle figlie adolescenti. Siamo al 71 per cento di si, contro il 66 per cento della media europea. Sono alcuni risultati dell’indagine dell’Istituto di ricerca Tomorrow SWG per conto di GSK, illustrato oggi in occasione dell’arrivo in Italia del vaccino contro il papillomavirus (HPV), alla base del tumore della cervice uterina. Si tratta del secondo prodotto del genere dopo il Garadasil disponibile dallo scorso marzo. La trasmissione del virus avviene principalmente attraverso i rapporti sessuali. “Oggi la lotta contro il cancro deve avere per protagonisti i medici e la popolazione, quindi non si può prescindere dall’informazione e dall’educazione – afferma Umberto Veronesi, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia – Ci troviamo davanti infatti alla prima forma di vaccinazione, che speriamo sia di massa e quindi siamo ad una svolta storica. Fondamentale sarà convincere il mondo femminile, soprattutto le giovani. Non si può con loro agitare lo spauracchio della morte, perché non serve a molto. Piuttosto sottolineare che il vaccino mantiene la capacità di aver figli e quindi conserva la loro ‘identità’ di donna nella totalità. Di certo il successo finale sui tumori sarà a livello preventivo”. Il vaccino, sviluppato per la prevenzione di questa forma tumorale, che provoca la morte di cinque persone al giorno in Italia, contiene l’adiuvante AS04, in grado di favorire una migliore risposta del sistema immunitario mantenendola elevata nel tempo. Questo parametro è di estrema importanza, se si considera che la vaccinazione deve prevenire un tumore che potrebbe svilupparsi, anche in 10-20 anni, a seguito di un’infezione persistente da HPV oncogeno. “Più attente alla prevenzione appaiono le donne del nord e del centro Italia, specie le mamme di una figlia, in carriera o casalinghe – spiega Massimo Sumberesi, Amministratore delegato di Tomorrow SWG. Al contrario le single, le libere professioniste, le commercianti e le donne con molti figli, probabilmente perché particolarmente impegnate, tendono a “dimenticare” più facilmente i controlli”. A preoccupare è soprattutto la scarsa attenzione alla prevenzione delle giovani, che non parlano di queste problematiche in famiglia e si fidano soprattutto delle amiche”. Il vaccino protegge nei confronti dei ceppi 16 e 18, responsabili del 74 per cento dei tumori in Europa. Il Gardasil copre i ceppi 6, 11, 16 e 18.
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