Meno male che Sgarbi c’è.

Gli italiani si sono stancati di sentire quei quattro guru della new age comunista. Grillo, Santoro, Travaglio, Bertinotti, Epifani…(e la lista potrebbe ben continuare), spazzati via in un colpo solo assieme ai loro “psiconani”, “teste d’asfalto”, “privati corruttori”, “tessera P2 numero…”, “macellai sociali” (e anche qui la lista sarebbe lunga), ecc ecc… Non ride più nessuno, non si spaventa più nessuno. Basta con questa litania del “siamo un Paese di cacca”, “non c’è democrazia”, “non siamo un Paese normale”… Insofferenza che credevo di pochi, anzi…che mi avevano fatto credere fosse di pochi, in realtà si è dimostrata di tanti.

Conseguenze dell’atteggiamento dei novelli predicatori/salvatori della Patria?
Berlusconi stravince le elezioni politiche ed amministrative in Aprile.
La sinistra radicale viene letteralmente spazzata via.
Gli operai votano Lega e lasciano la CGIL per passare all’UGL.
A sentire Beppe Grillo si presentano giusto in 40 mila.
A vedere il concerto del primo maggio c’è sempre il solito milione di persone, mentre a guardarlo in tv c’è giusto uno striminzito 4% di spettatori che fa certamente rimpiangere il 10% di share degli anni passati.

Insomma, solo gli ottusi non l’hanno ancora capito: la gente si è rotta le palle di quelli che si credono déi solo perchè sputtanano gli altri (e non lo fanno sempre con la dovuta onestà intellettuale, nè ammettono mai di essersi sbagliati o di avere esagerato) e muovono i forconi contro tutti sentendosi novelli Masaniello. Ecco perchè sono in tanti a pensare che in fondo…Sgarbi è stato un vero eroe l’altra sera. Soprattutto in un preciso momento: quando ha detto ciò che in milioni vorremmo dire a Travaglio da tempo: “sei una testa di c***o!”. E allora…meno male che Sgarbi c’è…

Via ilpensatore.wordpress.com

2 Risposte

  1. ciao Marco…grazie per i link che inserisci sul tuo blog…

  2. All’ennesimo “se l’Italia fosse un Paese etc etc…” di Travaglio la risposta di Sgarbi “l’Italia è un grande paese dove vivono pezzi di m***a come te”.

    Ecco, in quel preciso momento avrei voluto abbracciare Vittorio. Oggi molti si stracciano le vesti per il linguaggio di Sgarbi – che prima non conoscevano, vero? – ma pochi hanno il coraggio di denunciare la violenza sibillina ed infame di questi ignobili maestrini della diffamazione.
    Credo a noi spetti il compito di non mollare il quotidiano impegno di controinformazione, con tutti i mezzi possibili, unendo le forze ancor più di quello che stiamo facendo.

    60 anni di dittatura del pensiero possono bastare, è ora di fare uscire dal dimenticatoio una memoria che la scuola, la magistratura, la stampa hanno costretto al silenzio coatto.

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