Io Travaglio lo capisco. Berlusconi ha stravinto nonostante Anno Zero, e lui trabocca di bile. Ma ne ho proprio le scatole piene di veder lanciare insinuazioni dove manca la possibilità di replica. Questo, sul piano del metodo, si chiama linciaggio. E non mi meraviglia che ormai l’unico a solidarizzare con Travaglio sia Di Pietro. Se Travaglio sa qualcosa di consistente su eventuali coinvolgimenti di Schifani in affari mafiosi, faccia una denuncia. Se è solo in grado, come sempre, di insinuare e gettare fango senza che gli interessati possano controbattere, ovvero nel modo più vigliacco, credo allora, pur da profano in Legge, che potrebbero configurarsi a suo carico anche ipotesi di reato.
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Travaglio è un giornalista di cronaca giudiziaria, cattolico, frequenta ogni domenica la parrocchia che c’è nei pressi di casa mia.
Non ho mai avuto l’occasione di parlargli insieme, ma so benissimo che è stato allievo di Indro Montanelli, lontano, lontanissimo dalla sinistra anche se scrive su giornali che si rifanno a quella parte politica, forse è l’unica che ha voluto pubblicare i suoi articoli.
Che Schifani abbia avuto rapporti con esponenti con mafiosi non è farina del suo sacco, ma prove raccolte dalla Direzione Investigativa Antimafia e usate nel processo contro Antonio Mandalà ed è citato da più pentiti grazie ai quali si è arrivati ad arresti eccellenti tra le cosche di Villabate..
Tanto che il primo giornalista a parlare delle collusioni tra il neo presidente del senato e esponenti mafiosi è stato il cronista giudiziario dell’ANSA Lino Abbate, che a causa delle sue inchieste ora si trova sotto scorta.
Non vedo quindi le critiche che hai esposto contro Travaglio, per quanto ti legga spesso e condivida molte delle tue affermazioni.
Ciao, Simone
Sono ancora Simone, volevo soltanto ribadire un concetto che hai erroneamente espresso qualche tempo fa, alludendo a Travaglio come comunista, non sono proprio sicuro che lui lo sia, ho iniziato a interessarmi a quel che scrive quando sono venuto a vivere in questo quartiere, dove è molto conosciuto e ben voluto, molto spesso mi han raccontato che prendeva il treno prestissimo per andare a Milano a seguire le udienze giudiziare in tempi in cui il suo nome era praticamente sconosciuto.
Inoltre non ha mai coperto le porcherie di Prodi e gli altri del suo miserabile governo, tanto che più e più volte ha parlato di Unipol anche quando D’Alema e soci volevano tenere tutto nascosto.
Anche perchè, inutile ammetterlo, il servilismo nei confronti dei potenti è cosa pressochè unanime.
Un giornalista deve essere libero di denunciare le malefatte anche della sua parte politica, andando contro a volte ai suoi ideali, ma i fatti e la verità non hanno colori bandiere.
Direi che tanto i giornalisti di destra che di sinistra peccano troppo di faziosità e soprattutto davanti ai fatti non si può negare o passarci sopra.
Mi piacerebbe che i giornalisti di Libero attaccassero (in caso di fatti di cronaca rilevanti penalmente) i politici di destra, così come dovrebbero fare i giornalisti de L’Unità e simili, con i politici di sinistra.
Siamo ancora tanto lontani a tutto ciò??